









Ripopolamento innovativo vitigno dell’Aglianico Lasco dell’arianese
Work in Progress
L’obiettivo generale del progetto è il ripopolamento di un vitigno storico dell’Irpinia,
l’Aglianico Lasco: cultivar/ecotipo caratterizzato da un grappolo piuttosto spargolo,
bacche più piccole e maturazione anticipata rispetto all’Aglianico. Il vitigno era coltivato
anticamente nell’arianese dove oggi si trovano gli ultimi esemplari.
Il progetto si pone di valutare, attraverso la costituzione di campi pilota, dislocati
in siti con diverse caratteristiche pedo-climatiche, le caratteristiche genetiche,
ampelografiche e produttive del vitigno e le proprietà qualitative ed enologiche
delle uve e dei vini da esse prodotti.
A tale scopo sono state previste le seguenti attività: catalogazione, conservazione e
caratterizzazione ampelografica del germoplasma esistente; moltiplicazione mediante
impianto di nuove parcelle di vigneti in siti con caratteristiche pedoclimatiche diverse
che serviranno da campi sperimentali per il progetto; monitoraggio dell’incidenza
delle principali avversità, delle performance di crescita e produttive dei vigneti nelle
diverse parcelle e correlazione con le caratteristiche pedoclimatiche; valutazione della
qualità chimico-fisica e microbiologica delle uve e correlazione con le caratteristiche
pedoclimatiche; vinificazioni in purezza (naturali e guidate con lieviti autoctoni),
valutazione delle qualità (chimico-fisica, microbiologica e sensoriale) dei vini;
Divulgazione dei risultati del progetto.
Il progetto è stato proposto dall’associazione Aglianico Lasco dell’arianese
(capofila del progetto) e vede coinvolte 12 aziende agricole, la Cantina Giardino
s.r.l., la Confederazione Italiana Agricoltori di Avellino ed il Dipartimento di Agraria
dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Di quest’ultimo in particolare sono
coinvolti, oltre al prof. G. Blaiotta che riveste il ruolo di referente scientifico del progetto,
i professori Aversano R., Basile B., Gambuti A. Pombino P. e Villano C. tutti afferenti alla
Sezione di Scienze della Vigna e del Vino (Viale Italia, Avellino).
Le attività progettuali sono ufficialmente incominciate ad aprile 2021. La base di
partenza di questo progetto è rappresentata dalla collezione di piante madri di
Aglianico Lasco.
Comunque, allo scopo di esplorare la diversità di questo biotipo “lasco” e verificare
differenze e similarità fenotipiche e genetiche con altre varietà antiche e/o affini, è
stata condotta un’indagine volta alla ricerca del biotipo “lasco” anche in altre zone.
In particolare, sono state campionate e catalogate: 56 piante di Aglianico Lasco; 2 di
Aglianico; 3 di Aglianicone; 3 di Coda di Volpe Rossa; 2 di Graluppolo; 2 di Aglianico
antico; 2 di Tuchinese; 1 di Magliocco Canino; 1 di Magliocco dolce; 1 di Gaglioppo.
I campioni di foglie prelevate sono stati sottoposti ad estrazione degli acidi nucleici
per la caratterizzazione genetica del vitigno.
Come previsto dal progetto la caratterizzazione iniziale è stata condotta mediante
analisi di 12 diversi marcatori SSR (Simple sequence repeats o microsatelliti).
Attualmente, buona parte dei campioni sono stati analizzati mediante analisi SSR.
Purtroppo, a causa di alcuni problemi di qualità del DNA estratto da alcuni campioni,
l’analisi ddRAD e l’analisi statistica dei risultati non sono state completate. Comunque
grazi alla proroga e grazie alla codifica delle piante campionate alcune piante potranno
essere ri-campionate nel corso di questa primavera, non appena prende il via la fase
di germogliamento (Giugno 2022).
114 VITIENOLOGIA DELLA CAMPANIA
CHI SEMINA BENE, BENE RACCOGLIE
Le aziende agricole partner del progetto sono particolarmente coinvolte nella
conservazione e nel ripopolamento del vitigno. A maggio 2022 i nuovi impianti erano
rappresentati da 10 appezzamenti per un totale di circa 7000 mq. Nel corso di questo
primo anno di attività sono stati svolti diversi incontri, anche online, fra personale
dell’Università e operatori agricoli su tematiche inerenti la potatura, le concimazioni,
la gestione della chioma, la lotta alle crittogame, le essenze di sovescio da utilizzare
e la loro epoca di trinciatura e fresatura.
Da aprile 2021 a ottobre 2021 tutte le parcelle (piante madre e nuovi impianti) sono
state monitorate mediante visite in campo durante le varie fasi fenologiche: pregermogliamento, germogliamento, pre-fioritura, fioritura; allegagione; chiusura del
grappolo; invaiatura.
Come mostrato in figura (in alto a destra) l’Aglianico lasco presenta una differenza
morfologica del grappolo rispetto all’Aglianico evidenziabile già dalla fase di prefiroritura. In particolare, in questa fase è stata rilevata nel grappolo la presenza di un
racimolo iniziale che porta pochi bottoni fiorali. Inoltre, nella fase di allegagione il
grappolo si presenta lungo e molto spargolo. Questo comporta, nella fase di chiusura
del grappolo, grappoli più spargoli rispetto all’Aglianico. Le operazioni di defogliazione,
operate manualmente, fra la fase di fioritura e all’allegagione hanno contribuito
tantissimo a migliorare il livello di areazione dei grappoli. Inoltre, grazie all’andamento
meteorico siccitoso, che ha comportato degli stress idrici alle piante, non sono state
rilevate particolari malattie fungine. Nel corso di questa seconda annata, grazie al
fatto che si hanno a disposizione vigneti impiantati da diversi anni (già con equilibrio
vegetativo buono) sono in corso i rilevi volti a valutare le caratteristiche ampelografiche
del vitigno.
Per valutazione della qualità chimico-fisica e microbiologica delle uve (annata 2021)
sono stati monitorati 3 vigneti in particolare: 1) Aglianico Lasco nuovo impianto az. Lidia
Lo Conte (codice ALCL); 2) Aglianico Lasco e Aglianico nuovo impianto az. Giuseppe
Lo Conte (codici ALCP e ATCP, rispettivamente; 3) piante madre az. Elziario Grasso
(codice ALPM). Le uve giunte in laboratorio sono state ammostate manualmente ed
i mosti sottoposti ad analisi.

